Il mio nome è Nara

28 Gennaio 2021

Barbara Oggero consulente comunicazione fotografia analisi mercato pet animali domestici

La proprietà di un animale domestico ci rende consumatori di un mercato dedicato e con molteplici opzioni. Con l’incremento di adozioni registrate nell’ultimo semestre del 2020 sono in aumento le opportunità per quanti lavorano nel settore o desiderano entrarvi. Nel mio primo mese da adottante e da acquirente ho fatto una piccola analisi e alcune riflessioni.

LO SCENARIO

Lo chiamano “effetto Pandemia” quel più 15% di adozioni di animali domestici registrato nel 2020 rispetto all’anno precedente. Un effetto figlio dei tempi in cui viviamo, nel quale siamo rientrati anche lo Sposo e io. Poco prima di Natale abbiamo infatti adottato una cucciola meticcia: Nara. La sua storia è iniziata con l’abbandono in un campo della locride insieme ai sei fratellini quando avevano appena una decina di giorni. È proseguita nei tre mesi successivi nel canile Mortara di Reggio Calabria, dove è stata allattata e cresciuta in modo amorevole dai fantastici volontari. Quindi, grazie a un’associazione di persone appassionate, è arrivata a Torino ad arricchire la nostra vita, a riempire la casa, a occupare il divano (sigh!).

Per quanto desiderassi un cane da decenni, prima della Covid-19 c’erano sempre stati degli impedimenti: il tempo, lo spazio, i viaggi, gli impegni in generale. Poi, col Coronavirus abbiamo iniziato a vivere di più dentro. Dentro casa e dentro noi stessi. Tanto che la decisione di adottare un cane non è sembrata ardua. Lo stesso deve essere apparso a quanti lo scorso anno hanno fatto la nostra stessa scelta. Che non imputo solo all’avere la scusa per uscire in caso di lockdown totale. Anzi, durante le frequenti passeggiate al parco, chiacchierando con un campione casuale di proprietari di cani adottati proprio tra maggio e dicembre scorsi, tutto è riconducibile a un’unica motivazione. Ovvero di dare al tempo ritrovato una dimensione diversa, più positiva, di contatto con la natura, di amore incondizionato. Salvando una creatura e pure sé stessi da una situazione che rischia di creare danni psicologici ed emotivi.

IL MERCATO

Un campione non rappresentativo che racconta di smartworking e telelavoro, di studenti a casa per la DAD, di ridotti spostamenti a causa delle restrizioni e di impegni soprattutto casalinghi. Contesti in cui l’adozione di un animale domestico si inserisce in modo naturale, come segno del contesto mutante. E chi ancora pensa che la Covid-19 non abbia portato e porterà dei cambiamenti non si è davvero reso conto di ciò che significa un evento mondiale di tale portata. Tende a ignorare quanto influirà sulle esistenze di ciascuno. Magari con piccole scelte personali che avranno ripercussioni sulla società.

Avere un cane, lo confesso, mi ha aperto nuovi scenari. Mi sono informata sui siti di marchi che utilizzano sapientemente il brand journalism per capire come mai Nara (non) fa certe cose. Ho guardato video di varia natura. Frequento con regolarità negozi di pet dove ho effettuato acquisti per il suo benessere, giusti e anche sbagliati. Abbiamo iniziato un percorso educativo perché lei possa seguirci per strada, venire con noi in pizzeria e in viaggio. Mi sono trovata a vivere in prima persona e poi ad analizzare il settore pet, dove mi muovo da novella consumatrice. Un’analisi per capire anche in quali meccanismi emozionali, e quindi di marketing, sono entrata. Di come le grandi aziende e i brand di nicchia si muovono nella comunicazione e nella promozione dei prodotti. E quali opportunità esistono per chi vorrebbe inserirsi in questo mercato, da considerarsi in espansione secondo il dato percentuale riportato all’inizio del post.

I SETTORI

Perché adottare un cane, come nel nostro caso, o un animale domestico in generale significa un nuovo stile di vita che si riflette a cascata su settori diversi ma tra loro collegati. Ne ho individuati alcuni, dove ho già investito parte del mio potere d’acquisto e un’altra parte investirò in futuro (a proposito di vedere dove le persone mettono i soldi):

  • associazioni di volontari e onlus per la cura e l’affido degli animali domestici;
  • settore medico: veterinari, para/farmacie, aziende farmaceutiche;
  • assicurazioni;
  • articoli di prima necessità: cibo, guinzaglio, pettorina, traversine, sacchettini pupù;
  • accessori e attività di varia necessità, che spesso soddisfano il padrone più dell’animale: giochini assortiti, servizi fotografici, cappottini, targhetta identificativa, fiocchetti e altre amenità;
  • corsi educativi on-line e off-line: centri cinofili ed educatori certificati;
  • giochi cognitivi studiati per stimolare la mente e la memoria del cane;
  • accoglienza: asili, pensioni, dog sitter (utili quando si è ammalati e non si può portare il cane a fare i bisogni, a esempio);
  • vacanze pet sostenibili: alberghi, strutture polifunzionali, tour operator (una tipologia di viaggio coniugabile con quella Covid sostenibile);
  • centri di toelettatura;
  • acquisti indiretti di altra natura: es. telo indistruttibile per il divano, stivali da caccia per pascolare nel fango dei prati, disinfettante potente per pavimenti.

In un’epoca in cui tutto cambia, il primo passo è trovare la propria fetta di utenti in un mercato. In questo caso si tratta di un mercato in espansione, dove vi sono consumatori con caratteristiche diverse e anche inedite. Per esempio: immagina cosa significa un cliente fanatico dell’en pendant come sono io. Conoscere il contesto consente di far crescere il brand individuando esigenze specifiche e relativi bisogni. Impostando così una relazione duratura finalizzata alla reciproca soddisfazione. E ciò accade anche attraverso una strategia di comunicazione confezionata ad hoc.

Da parte mia sto dirigendo l’attenzione verso un paio di settori di questo mercato, per muovermi da erogatore di servizi di comunicazione e fotografia. Opportunità che vanno colte e fatte crescere. Nel frattempo mi spupazzo Nara, finché è cucciola e chiede coccole col suo musetto bianco e gli occhioni languidi ai quali è impossibile resistere.

GRAZIE

In calce il mio ringraziamento, nonché la stima per il loro instancabile impegno, la serietà e l’amore verso gli animali, va a:
. i volontari del canile Mortara di Reggio Calabria > qui il link alla loro pagina Facebook;
. l’associazione di volontari “La casa di Alice – Un aiuto a chi non ha voce” > qui il link alla loro pagina Facebook.
Se desideri adottare un amico a quattro zampe, rivolgiti a loro.

Newsletter

Iscriviti alla newsletter dove scrivo di comunicazione, storytelling e fotografia. Raccontando e fornendo spunti, sempre come una bella chiacchierata.

Newsletter

Ogni due mesi invio la newsletter dove scrivo di comunicazione, storytelling e fotografia. Raccontando e fornendo spunti, sempre come una bella chiacchierata.

Condividi articolo

Post correlati

Barbara Oggero

Barbara Oggero

Aiuto le attività imprenditoriali a comunicare e raccontarsi. I miei interessi e le competenze professionali sono evolute nel tempo ricoprendo ruoli professionali diversi che mi hanno portata a essere Consulente di Comunicazione e Immagine. Leggi di più

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.