La posa di Barney

3 Maggio 2018

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Barney Stinson della sit-com “How I met your mother” è lo spunto per riflettere sulle foto in posa alle feste con gli amici, durante un viaggio, nei tuoi momenti conviviali. C’è di mezzo la vanità, che non è una roba brutta!

LA PERFEZIONE SI CHIAMA BARNEY

Nelle scorse settimane alcune persone mi hanno raccontato di parenti, amiche o conoscenti che in fotografia riescono sempre bene. Lo dicevano con una punta di sana invidia e un po’ di rammarico per non essere loro così fotogeniche.
Queste testimonianze mi hanno fatto tornare in mente un episodio della sit-com “How I met your mother”. Barney Stinson, uno dei protagonisti, possiede il grande dono di essere sempre perfetto in ogni scatto e di assumere la stessa posa a prescindere da ciò che sta facendo o della situazione contingente.

Mossa da questo spunto sono andata a rivedere la puntata, che ovviamente si intitola “Say Cheese” (è la numero 18 della quinta serie, se vuoi vederla anche tu).
La parte su Barney è minima, e si inserisce in una storia che riguarda l’amicizia e l’amore inserite nell’eternità dei momenti e dei ricordi immortalati con la fotografia, ma mi è servita per fare alcune riflessioni.

Molte persone sostengono di venire bene solo nelle foto spontanee. A suo tempo avevo dedicato un post sull’argomento, nel quale davo alcuni suggerimenti per essere sciolti. Ciò che scrissi vale ancora, ma alla luce dell’esperienza di Barney vorrei aggiungere un tassello che potrà esserti utile quando ti troverai a posare davanti a un monumento durante le vacanze o col gruppo di parenti alla festa di compleanno della nonna.

Sia chiaro: qui non sto parlando di un vero servizio fotografico di ritratti o di lifestyle. Qui sto parlando di uno scatto e via, giusto per mettere la bandierina!

LA VANITÀ, MAGNIFICA ALLEATA

Come fa Barney a venire sempre figo anche quando mangia una patatina o raccoglie qualcosa da terra?
Ci ho pensato e mi sono detta che la risposta sta in una buona dose di leggerezza d’essere mescolata alla vanità.
Sono consapevole che questo ultimo atteggiamento suscita pensieri ostili e un giudizio di superficialità, ma da fotografa voglio spezzare la solita lancia in favore.

Essere vanitosi non significa andare in giro per il quartiere con la ruota di pavone aperta e il petto in fuori per farsi ammirare. Significa piuttosto prendersi del tempo per sé stessi, studiare i propri punti di forza e sfruttarli, capire i punti deboli e migliorarli oppure giocarci fino a farli diventare le vere punte di diamante. Ciò comporta mettersi davanti a uno specchio e capire qual è il profilo che preferiamo (non per forza il migliore!), studiare le foto in cui ci piaciamo e quelle in cui avremmo preferito essere trasparenti per capire cosa sfruttare, potenziare, esibire.

In modo banale significa scegliere una o due posizioni ed espressioni che riteniamo ci rappresentino al meglio e adottarle nei selfie o alla cena con gli ex compagni di classe. Ti sembra impossibile? Roba da VIP? Perché dovrebbe esserlo? Non ti reputi una very important person?

UNA FOTO È PER SEMPRE

Di recente sono incappata nel profilo Instagram di un bell’uomo (non chiedermi chi è: si dice il peccato ma non il peccatore). Di lavoro fa il promoter e nelle immagini è ritratto insieme a uomini e donne variamente cool. Ciò che mi ha colpito è stata la sua posizione ed espressione. In ciascuna immagine è sempre uguale! Cambiano gli abiti, le stagioni e le location, ma gli occhi, la bocca, il profilo di due terzi e persino i capelli sono sempre gli stessi. Ho pensato a un montaggio con Photoshop e ho controllato e no… lui è proprio come Barney!

Ma così perdo spontaneità, obietterai tu!
Certo, rispondo io! Ma non si può avere l’uovo e la gallina. Però col tempo e la pratica anche la posa costruita a tavolino ti diventerà naturale.
Il mio consiglio potrà sembrarti triste, però in questo modo consegni alla storia delle foto decorose di te in situazioni diverse. E non è roba da poco.

Se vai a ravanare nei vecchi album troverai anche tu quella vecchia amica che, dalla cena nella pizzeria più sgualfa alla festa per il debutto in società, teneva sempre la testa verso il basso (posa che addolcisce i lineamenti) e adottava lo sguardo da cerbiatta (posa che rende più attraenti). Ecco: lei aveva già capito tutto, mentre tu hai un repertorio di espressioni dove spazi dalla figlia di Fantozzi a Igor di Frankenstein Jr. Ma per imparare la lezione non è mai troppo tardi. Provaci!

L’ECCEZIONE E LA REGOLA

Messo più volte alla prova e con un trucco davvero malefico, al termine dell’episodio anche Barney viene immortalato in modo scomposto. Beh, senza eccezione non ci sarebbe la regola. E poi vuoi mettere la soddisfazione di realizzare che siamo tutti umani e perciò fallaci.

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Barbara Oggero

Barbara Oggero

Aiuto le attività imprenditoriali a comunicare e raccontarsi. I miei interessi e le competenze professionali sono evolute nel tempo ricoprendo ruoli professionali diversi che mi hanno portata a essere Consulente di Comunicazione e Immagine. Leggi di più

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