Macchine fotografiche: la fine di un’era e l’inizio di una nuova

23 Luglio 2022

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La crisi del mercato fotografico, tra la fine di un ciclo e i nuovi trend di consumo. La fine di un’epoca, anche personale.

Il grandangolo no, non l’avevo considerato. Mi viene da parafrasare una celebre canzone di Renato Zero per raccontare il mio rapporto con l’obiettivo fotografico che permette di racchiudere nell’inquadratura ben più di quanto registra dal vivo il nostro occhio.

L’attimo fuggente

Ho sempre preferito gli zoom, che permettono di avvicinarsi senza muoversi. Oppure le ottiche fisse: quel che riesce a star dentro bene, altrimenti pazienza. Anche se basterebbe fare un passo (o più d’uno) indietro / di lato e il problema si risolverebbe. Ma l’attimo è fuggente e tempo per muoversi non ce n’è mai. Così mi allontanavo / avvicinavo ruotando la ghiera dell’obiettivo, oppure lasciando fuori quanto non c’entrava. Perché allora vuol dire che non serve.

Poi la scorsa settimana sono andata in un negozio di fotografia e ho venduto un 85 mm, perfetto per i ritratti dai contorni morbidi, e un 70-200 mm con cui ho immortalato qualche pelo pubico di leone nella savana. Mi è sembrata la fine di un’epoca, perché in cambio ho preso un grandangolare fisso che mi permette di allargare lo sguardo e metterci dentro quel che prima non mi interessava, non ritenevo importante, in modo fatalistico pensavo non servisse. Tutti quei particolari che, da miope di ritorno, spesso vedevo (e ancora vedo) come elementi indistinti di uno sfondo omogeneo. Eppure non mi danno più noia. Anzi compongono un quadro completo.

Segno di un cambiamento personale e anche dei tempi a cui andiamo incontro.

Storia dei costumi

Il mercato della fotografia è oggi in forte recessione. L’avvento del digitale a inizio anni 2000 ha dato una grande spinta propulsiva al settore. Poter scattare quante foto si vuole senza dover usare una pellicola (che comunque ha un numero di pose limitato, richiede un minimo di capacità e la cui stampa costituisce un costo) è stato da subito un grande valore aggiunto, soprattutto per il segmento delle compatte e delle reflex entry level.

L’introduzione degli smartphone a partire dai primi anni ’10 ha dato un ulteriore scossone. Apparecchi telefonici con fotocamera integrata, dalle lenti super succhia, supportati da pubblicità che inneggiano a performance da fotografo professionista sono stati elementi dirompenti. A questi fattori va aggiunta la possibilità di pubblicare le foto dei piatti del ristorante e delle ginocchia al mare in tempo reale sui social network (la sbronza della condivisione delle foto di oggi equivale alla stampa per l’album di famiglia di ieri).

Storia dei consumi

Poi nel 2020 è arrivata la pandemia e i fotografi non hanno lavorato per quasi due anni. A quel punto: cosa serviva comprare attrezzatura nuova? Per fare cosa? Con quali soldi? Con quali prospettive?

Così mentre le macchine fotografiche compatte e le entry level venivano sostituite dai cellulari, le reflex e i relativi obiettivi sono entrati in sofferenza. Al punto che i due colossi mondiali della fotografia, Nikon e Canon, hanno annunciato che smetteranno di produrre le macchine fotografiche reflex. Le prime a non venir più prodotte saranno le ammiraglie; facilmente seguiranno anche le altre perché le previsioni sono di sostituire l’attuale parco macchine con le mirrorless, senza specchio, più leggere e maneggevoli. È il mercato a chiederlo e le aziende assecondano, rispettose della legge del marketing che dice: non cercare clienti per i tuoi prodotti ma cerca prodotti per i tuoi clienti.

In questo clima di recessione, le mirrorless prosperano. Soprattutto da quando è stato introdotto anche su di loro il formato pieno (full frame). Un aspetto che alla maggior parte delle persone interessa poco, ma per i professionisti e gli appassionati di fotografia è fonte di gioia e godimento. Perché ciascuno nel proprio ambito è un po’ (tanto) nerd. In questo articolo trovi un po’ di dati riassuntivi, di numeri e percentuali se sei interessatə.

Il vecchio e il vintage

Comparando i dati risulta che l’attuale situazione sta portando il settore su valori precedenti al digitale. Diminuiscono gli acquirenti ma aumenta l’importo dello scontrino medio, a dimostrazione che chi ha la passione non cede né arretra.

Facilmente viene da pensare che tra una decina d’anni vi sarà un ritorno nostalgico delle reflex e allora ripartirà la produzione per una nicchia di estimatori, oltre a crescere il mercato del vintage. Però bisognerà aspettare quel dì perché gli oggetti prima di essere vintage devono diventare vecchi. Lo vediamo con i dischi di vinile e i giradischi, o con le macchine fotografiche analogiche e la pellicola a rullino.

Allargando gli orizzonti

Nel mio piccolo, con la compravendita di cui sopra, ho contribuito al trend. Le due ottiche restituite erano della reflex mentre il grandangolare è per la mirrorless. Ho dato indietro quasi due kili e preso un oggetto che supera di poco i 100 grammi! Senza perdere la qualità del risultato fotografico, il mio collo e pure il polso ringraziano sentitamente. E ora vado ad allargare il mio orizzonte.

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Barbara Oggero

Barbara Oggero

Aiuto le attività imprenditoriali a comunicare e raccontarsi. I miei interessi e le competenze professionali sono evolute nel tempo ricoprendo ruoli professionali diversi che mi hanno portata a essere Consulente di Comunicazione e Immagine. Leggi di più

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