La metrica della vanità: da soddisfazione dell’ego a conversione di contatti

21 Ottobre 2021

social network metrica vanità

La metrica della vanità è soddisfazione dell’ego e offre anche la possibilità di generare contatti per convertirli in clienti.

Old fashioned

“Mad Men”, una delle serie di maggior successo degli ultimi anni, ha raggiunto l’Olimpo del gradimento riportando solo 1% come dato di share tra il pubblico statunitense. Una percentuale davvero minima, che può indicare un flop se guardata solo da un punto di vista numerico. Invece acquista il carattere differente considerando la vasta offerta in contemporanea di prodotti simili (serie tv) su canali diversi, solo per citare la concorrenza diretta. Perché se si volge l’attenzione anche verso la concorrenza indiretta bisogna includere tra i competitor anche gli altri strumenti di comunicazione e gli stili di vita diversificati che spingono le persone a fare altro dallo stare davanti alla televisione.

Insomma: dai tempi in cui Rai 1 era l’unica emittente e trasmetteva solo in certi orari, i dati dello share hanno smesso di avere un valore assoluto e vanno piuttosto considerati nella relatività del vivere quotidiano, privilegiando la targettizzazione del pubblico. L’1% di Mad Men diventa allora un dato di assoluto riguardo, considerando che Don Draper e soci hanno ispirato gli outfit degli spettatori più fedeli e riportato in auge prodotti decaduti come il Canadian Rye Whisky usato per preparare l’iconico cocktail Old Fashioned.

La metrica della vanità

Da questo si evince che basarsi solo sullo share, così come sui like, i cuoricini e simili, non sia sempre corretto. Spesso è una metrica basata sulla vanità. Una soddisfazione fondata su un effimero compiacimento di sé stessi attraverso uno specchio distorto della realtà. Poiché l’apprezzamento piace a tutti, quando si usano i mezzi di comunicazione per il proprio brand è bene non cadere nell’inganno. Soprattutto se la comunicazione passa attraverso i social network.

Fino a poco tempo fa si pensava che numero di follower, di pollici alzati e cuori, di commenti e condivisioni fossero un dato di successo. Blogger e influencer hanno costruito la loro carriera su questi dati crudi. Nella realtà vanno analizzati e gestiti per generare conversioni e vendite, altrimenti restano un puro massaggio per l’ego. Il consiglio quindi è di non fermarsi solo alla fase di engagment, che tanto piace agli algoritmi, ma di sfruttarne il potenziale per raggiungere i propri obiettivi di business e marketing.

Meglio pochi ma buoni

Del resto è risaputo che non si può piacere a tutti, ed è un bene. Perché attingendo da un pubblico di persone che condividono i valori del brand, partecipano alla sua storia, ne apprezzano le caratteristiche che soddisfano i loro bisogni, il rapporto è più sentito e aumentano le possibilità di averle come clienti soddisfatti e fidelizzati.

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Barbara Oggero

Barbara Oggero

Aiuto le attività imprenditoriali a comunicare e raccontarsi. I miei interessi e le competenze professionali sono evolute nel tempo ricoprendo ruoli professionali diversi che mi hanno portata a essere Consulente di Comunicazione e Immagine. Leggi di più

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