E adesso la pubblicità

27 Gennaio 2022

advertising pubblicità

La nuova normativa sui cookie impone ai brand di trovare nuovi modi per farsi ricordare dal pubblico. Un passo in avanti nella tutela della privacy che impone un passo indietro nella Comunicazione.

La nuova ricetta dei biscottini

Lo scorso 9 gennaio (2022) sono entrate in vigore ulteriori linee guida sui cookies e gli strumenti di tracciamento dei dati personali utilizzati dai siti web. Lo scopo è di permettere agli utenti di decidere a chi consentire l’utilizzo dei propri dati. Nella pratica tutti i siti web hanno dovuto adeguarsi inserendo il bottone del “rifiuto” nel banner della policy privacy.

Come utenti troviamo senz’altro un vantaggio perché rifiutando il tracciamento dei dati dovremmo ricevere meno avvisi commerciali. E si riduce così la nostra percezione di essere assediati dallo spam. Diverso è il discorso per quei brand che invece utilizzavano questo sistema per creare campagne social perfettamente targettizzate o per ricordare agli indecisi un acquisto lasciato in sospeso. Per loro significa ristrutturare il castello su cui poggiavano intere strategie passando da una sorta di scorciatoia a modalità diverse per restare nella mente del cliente (e indurlo all’acquisto).

Fatta la legge trovato l’inganno

Qualcuno starà studiando e magari avrà anche già trovato il modo per bypassare la norma europea senza colpo ferire. Sta di fatto che tale imposizione legislativa implica da parte dei brand anche un ripensamento delle loro strategie di comunicazione. Volgendo lo sguardo indietro, il rampantismo degli anni ’80 che ha condizionato il mondo occidentale di concepire il business e il guadagno si è sempre trasformato in questi quattro decenni, rinascendo dalle proprie ceneri.

La situazione pare ora mutata, come conseguenza della pandemia mondiale e di una sensibilità legislativa che ci stanno traghettando in un’era post-capitalista. Dal mio opinabile punto di vista, questo è il momento di fare un passo indietro per trovare (o ritrovare) un modo di comunicare che sia più attento ai bisogni delle persone e per costruire un rapporto sano basato sull’etica e sui valori.

C’era una volta

La pubblicità (o advertising), come ci ricorda il Glossario del Marketing, è una “forma di comunicazione a pagamento che viene commissionata da un soggetto chiaramente riconoscibile per diffondere attraverso i mezzi di comunicazione la propria offerta di idee e di prodotti ed influenzare le scelte del pubblico obiettivo (target) riguardo un dato bene di consumo o modello di comportamento”.

Serve allora pensare a degli investimenti mirati e diversi da quelli dell’ultimo periodo. Allora diventa essenziale definire una Strategia senza certi escamotage. Va rivisto tutto e, dove è necessario, fare comunicazione istituzionale oltre che di prodotto; approntare una comunicazione che sappia spendersi nel sociale, comunicandolo; che ricordi al pubblico la propria presenza attraverso una storia condivisa; capace di innescare il ricordo e rassicurare il cliente di aver fatto la scelta giusta.

E quindi declinare su media davvero utili e funzionali, in una ripartizione che magari non tiene solo conto del social di grido ma include anche quell’above e below the line molto caro ai nostalgici di Mad Man, che è sempre alla base di tutto. Più che mai di questi tempi.

Conclusioni

Se la ventata di novità della privacy policy ti impensierisce ma ti stimola anche a cercare una via sostenibile di Comunicazione Integrata, il mio servizio Strategia e Piano di Comunicazione è ciò di cui hai bisogno. Cliccando qui trovi tutte le informazioni.

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Barbara Oggero

Barbara Oggero

Aiuto le attività imprenditoriali a comunicare e raccontarsi. I miei interessi e le competenze professionali sono evolute nel tempo ricoprendo ruoli professionali diversi che mi hanno portata a essere Consulente di Comunicazione e Immagine. Leggi di più

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