Storytelling e Coronavirus: il viaggio dell’eroe

2 Aprile 2020

Barbara Oggero fotografa di storie fotografia blog post pandemiaStorytelling e coronavirus covid-19 viaggio eroe

Costruire il proprio storytelling ai tempi del coronavirus. Il viaggio dell’eroe come strumento per strutturare la tua narrazione, di brand e personale.

NON È UNA GUERRA

In queste ultime settimane si è abusato del termine “guerra” per descrivere la situazione che stiamo vivendo. Sull’argomento ho scritto un post su Instagram e voglio rimarcarlo anche qui: non siamo in guerra. Siamo in una pandemia e solo usando i termini giusti sapremo affrontare e risolvere in modo corretto situazioni politiche ed economiche. Capisco che alcune espressioni rendano meglio l’idea, ma le parole – come le fotografie – hanno importanza e veicolano messaggi.

Usare una terminologia bellica ci dispone psicologicamente ad azioni che oggi non possiamo prevedere, ma soltanto intuire. Oltre a me, sul tema ne hanno scritto penne più autorevoli come Daniele Cassandro e Annamaria Testa su Internazionale, e Sanzia Milesi su Vita.

Mi trovo d’accordo con quanto è stato detto anche se credo che ogni storia abbia bisogno di un avversario. Senza di esso non esisterebbe la storia, come ho già spiegato qui. E poiché questa non è una guerra, la storia di ciascuno durante la pandemia è definibile come un viaggio che eroicamente compiamo ogni giorno coi nostri comportamenti.

UN VIAGGIO EROICO

Parto sempre dalla frase di Alessandro Baricco: “Togli via i fatti, quello che resta è storytelling” per spronare chiunque a: trovare la propria voce narrante in questa emergenza sanitaria; affrontare l’antagonista comune (Covid-19) coi propri mezzi di comunicazione; compiere un percorso individuale che è anche collettivo.

Come fare? Le risposte si trovano nei classici della comunicazione e in questo caso ci viene in aiuto Chris Vogel con “Il viaggio dell’eroe”. E mi riferisco a quando il protagonista lascia il proprio mondo ordinario per un contesto stra-ordinario dove affronta delle prove, nuove e sconosciute. Il viaggio è sia interiore (trovando un altro baricentro in questa situazione inedita) che esteriore (muovendosi e compiendo azioni tra restrizioni e complicazioni).

L’EROE SEI TU!

In piena pandemia, ovvero l’evento tragico della narrazione, il viaggio dell’eroe che tutti siamo chiamati a intraprendere è soprattutto un percorso di crescita personale. In tal senso è riconducibile al romanzo di formazione perché implica una presa di consapevolezza di sé, dei propri limiti e del proprio valore.

In piena pandemia, il protagonista sei tu, che costruisci la tua storia: unica, seppure riconducibile e intrecciabile a quella di tutti gli altri. Perché, a fronte di una situazione comune (la quarantena, l’isolamento, la riduzione delle attività), ognuno di noi ha un approccio e un modus personali di reagire e quindi agire.

STORYTELLING IN PROGRESS

Poiché non siamo in un romanzo e neppure in un film, il viaggio deve essere costruito in contemporanea con gli eventi. Inoltre intraprendere tale viaggio in piena emergenza sanitaria significa raccontarsi e non fare promozione alla propria attività. Significa mettere la persona al centro della storia, per conferire solidità anche al professionista. In questo contesto storico, meno che mai la tua comunicazione deve vantare grandi capacità e strabilianti risultati. Deve dare risalto ai tuoi valori.

Il momento contingente è cruciale per tutti ed è importante che vi sia coerenza tra ciò che sei e quanto fai; è importante che la narrazione di brand sia anche personale e segua un filo logico dove convivono momenti di difficoltà e di leggerezza. Il protagonista della storia, quindi tu, deve essere a tutto tondo, coi sentimenti e i difetti nei quali il pubblico si riconosce e identifica.

IL FULCRO DELLA NARRAZIONE

Nel nostro viaggio attuale l’identità è più importante del prodotto perché le persone si ricordano prima di chi sei e quindi di cosa fai (per loro ma non solo). In questa fase del viaggio, e più propriamente della nostra vita sotto scacco del Covid-19, stiamo cambiando abitudini e creando qualcosa di nuovo, magari temporaneo. Fa parte del percorso, del viaggio, della narrazione, della vita. Questi sono i temi nel nostro storytelling odierno, anche fotografico.

Al termine del viaggio, la storia si chiude. Per noi è purtroppo presto per scrivere questo capitolo, lo sappiamo. Del resto, il viaggio della vita è sempre in divenire. Ma se ti poni dei traguardi realistici, attenendoti alla data dell’ultimo DPCM, la prima persona ad appassionarsi al proprio viaggio sarai tu. Mantieni fermi il tuo obiettivo e la tua missione. In essa troverai lo spunto e lo stimolo per proseguire, per guardare avanti, per continuare a raccontarti.

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Barbara Oggero

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Aiuto le attività imprenditoriali a comunicare e raccontarsi. I miei interessi e le competenze professionali sono evolute nel tempo ricoprendo ruoli professionali diversi che mi hanno portata a essere Consulente di Comunicazione e Immagine. Leggi di più

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