Venir bene nei ritratti fotografici: alcuni trucchetti

15 Novembre 2018

Barbara Oggero fotografia fotografa di storie post ritratti di charme business famiglia sportivi venir bene in fotografia torino

Alcuni trucchetti per venire bene nei ritratti fotografici. Piccoli accorgimenti da adottare quando si palesa all’orizzonte una fotocamera o uno smartphone.

Diciamo che ho acquisito una certa esperienza nei ritratti, da quelli di Charme ai Business, per non tacere il progetto Donne di Torino.
Lavorando in maniera continuativa con questo genere fotografico ho notato posizioni, posture e atteggiamenti costanti nelle persone che vengono a farsi ritrarre. Tutto normale e nulla di grave, ma nell’immagine fermata dalla fotocamera questi piccoli e correggibili difetti emergono in maniera dirompente.

Esistono dei piccoli trucchi per ovviarli. Niente di trascendentale, ma conoscerli torna utile sia per la sessione fotografica di ritratti che per le foto ad cazzum o – attenzione – i selfie. In questo post li ho divisi per aree, tenendo conto che il ritratto a cui mi riferisco non scende oltre il mezzo busto.

IL VISO

Partendo dal presupposto che hai e conosci il tuo lato migliore, evita se puoi di metterti frontale all’obiettivo perché vengono enfatizzate le naturali asimmetrie del volto (le abbiamo tutti!). Prediligi la testa ruotata di tre quarti dalla parte del tuo lato migliore, così la luce crea zone chiare e scure conferendo maggiore profondità ai lineamenti, e quindi carattere alla fotografia.

L’inquadratura dal basso è da evitare, mentre quella dall’alto è da calibrare per non far diventare l’immagine a tutto naso. Tenendo un’inquadratura ad altezza occhi, inclina piuttosto la testa in avanti portando il mento verso il petto. Se riesci fare anche lo sguardo da cerbiatta sei già un passo avanti!

Una vera costante è inclinare la testa da un lato: va bene perché di solito è associata a un bel sorriso spontaneo. E poi slancia e sfina il collo, ma ricordati di tenere il mento in avanti altrimenti avrai l’effetto di un saccottino!

LO SGUARDO

Gli occhi, si sa, sono lo specchio dell’anima e raccontano tutto il tuo mondo interiore. Perciò durante lo shooting è bene tenerli collegati a quanto si sta vivendo in quel momento perché se ci si assenta un attimo con la mente, diventano due biglie di vetro vuote.

Sia che guardi in camera o altrove, un buon esercizio per restare connessi è pensare al motivo del servizio fotografico e ripeterselo come un mantra; oppure rimandare il pensiero a qualcosa che fa stare molto molto bene; o ancora, chiacchierare con me e ripercorrere il viaggio della tua vita, con tutto il carico di emozioni e sensazioni.

LA BOCCA, LA MANDIBOLA

In questa parte del volto si manifesta tutto l’imbarazzo per il servizio fotografico che, per reazione, si irrigidisce e contrae. Non si tratta di smorfie: spesso ci rifugiamo dietro un sorriso tirato per nascondere il nervosismo. In questo caso bisogna innanzitutto rilassare espirando dalla bocca, aprendo solo una fessura tra le labbra e lasciando cadere poco poco il mento.

Allora porta la punta della lingua sul palato, vicino alla gengiva, quasi a toccare i denti. Le labbra sempre socchiuse in un piccolo spiraglio perché respirare è un’attività utile (e spesso durante i servizi fotografici si va in apnea!) e perché senza la bocca serrata viene meno la contrazione. Stai provando? Scommetto di sì!

IL SORRISO

Il sorriso è il più bell’accessorio che una donna possa indossare. Più immenso è, più gli zigomi salgono e gli occhi si strizzano. Se vuoi evitare questo effetto, limitati a scoprire solo l’arcata dentaria superiore. Ma ricordati di supportare l’espressività con gli occhi, come ti ho detto sopra!

LE MANI

Le mani sono il cruccio dei pittori perché raffigurate nella maniera sbagliata diventano degli artigli. In realtà non è un problema del disegno: riprese in talune posizioni le dita assumono davvero la sembianza di grinfie. Allora vanno tenute rilassate, mollemente adagiate, composte in modi aggraziati che incorniciano il volto anziché generare un elemento di disturbo.

Se poi usi la mano per appoggiarvi il mento o la guancia, non ti spatagnare sopra ché l’effetto pieghe da Shar Pei è assicurato. E se questo cane magari ti piace, in un ritratto del tuo volto non è una vista gradevole, a prescindere da quanti anni tu abbia e da come si sta comportando con te la legge di gravità! Simula l’appoggio con una carezza della pelle: la posa riesce meglio e conserva una certa regalità.

IL BUSTO

Che tu abbia un petto prorompente oppure timido, prediligi un angolo di 45 gradi rispetto alla macchina fotografica. Cerca di stare col petto in fuori, ché le posizioni ingobbite sono usate solo dalle modelle anoressiche delle pubblicità! Come fare? Ruota la spalla indietro e fermati lì.

Pensa poi di stabilire un ponte di collegamento tra te il mondo attraverso il cuore. Nel tango funziona così: è il petto a creare la connessione tra i ballerini e a generare tutti i movimenti simbiotici di coppia del ballo argentino. Lo stesso vale per te, nel momento in cui vieni ripresa e poi ti riguarderai. Tirati su e mostrati fiera: petto in fuori. Senza esagerare, che ti sto vedendo!

Vuoi fare bingo? Protendi leggermente la spalla verso la fotocamera, inclinando il busto di lato. Fa un po’ effetto foto star di Hollywood anni ’50, ma il classico non passa mai di moda.

LA MORALE

Questi sono consigli che richiedono un minimo di applicazione e che da soli possono innescare qualche difficoltà. Non demordere e l’effetto è assicurato! Durante i servizi fotografici presto sempre attenzione a questi difettucci veniali e li sistemo, con una battuta per sdrammatizzare, spiegandoti cosa non funziona, correggendoti senza snaturarti. A volte invece estremizzo e contravvengo a tutto quello che ho scritto sopra, perché nell’arte sta la conoscenza delle regole per poterle stravolgere e ottenere il miglior risultato auspicabile.

È il mio lavoro di fotografa ritrattista ed è parte integrante dei miei servizi fotografici. Accoglierti, consigliarti per il tuo meglio mantenendo inalterata la tua identità e quindi immortalarti in immagini autentiche e vibranti. Piene di te!

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Barbara Oggero

Barbara Oggero

Aiuto le attività imprenditoriali a comunicare e raccontarsi. I miei interessi e le competenze professionali sono evolute nel tempo ricoprendo ruoli professionali diversi che mi hanno portata a essere Consulente di Comunicazione e Immagine. Leggi di più

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  1. Venir bene nei ritratti fotografici: dell'imbarazzo e delle smorfie - […] delle mani o l’inclinazione della testa, come ho già scritto in questo post: “Venir bene nei ritratti fotografici: alcuni trucchetti“. Ma…

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